Una storia imperfetta di Teresa Antonacci

Oggi vi parlo di un libro particolare. Quando è iniziata la mia collaborazione con Les Flâneurs Edizioni, mi è stata data la possibilità di scegliere un titolo dal loro catalogo per leggerlo e recensirlo. E quando ti mettono così tanti titoli a disposizione, una divoratrice di libri si trova a non sapere quale scegliere.

E poi è stato amore a prima vista. Prima il titolo e poi la trama. L’ho scelto perché tratta un tema molto particolare e molto vicino alla mia attività nel sociale: l’Autismo e le sue sfumature infinite. Ma di tutto questo vi parlo nella recensione, intanto step one e two per scheda e trama.

  • Autore: Teresa Antonacci
  • Editore:Les Flâneurs Edizioni
  • Collana: Maigret
  • Genere: Narrativa Contemporanea
  • Prezzo: Cartaceo 14,00 €
  • Disponibilità: Les Flâneurs Edizioni & Amazon

Un omicidio. Bari sullo sfondo. Due donne: da una parte l’assassina colta in flagranza di reato, condannata a prescindere; dall’altra, l’avvocatessa decisa a difenderla a prescindere dalle apparenze. Giulia e Chiara non si conoscono ma sono legate da un filo strettissimo, rosso come il quaderno che, con i suoi segreti indicibili, sarà il primo tassello del puzzle da comporre per tornare a essere protagoniste della propria esistenza. Fra indagini, tragedie famigliari e sintonie ritrovate, le due donne dovranno imparare a comprendere il non detto e a rileggere le certezze di una vita. Una storia imperfetta è un romanzo in grado di rallentare il tempo, piegarlo e dilatarlo a piacimento per raccontare il doppio binario su cui potrebbe correre la vita di un Asperger: dalla consapevolezza di chi ha avuto una diagnosi alla sofferenza di chi invece non sa spiegarsi il proprio speciale punto di vista.

Oggigiorno è diventata una moda parlare di disabilità, per riempirsi la bocca, per farsi propaganda, per sembrare istruiti e preparati in materia, per darsi semplicemente delle arie. E dopo che si è acquistato il favore del pubblico o il like nel social di turno? Oppure dopo che si sono ottenuti i fondi da Regione, Stato ed Europa per creare strutture per disabili, per avviare terapie, per aiutarli dove finiscono tutti? A casa a fregarsene. Ormai i soldi li hanno incassati, i disabili possono vivere abbandonati a sé stessi come sempre hanno fatto.

Ma loro non smettono di essere disabili. Hanno bisogno di aiuto costante, di terapie, di sostegno morale ed economico, di persone che li amano, di essere normali nella loro anormalità.

Una storia imperfetta parla della sindrome di Asperger, una patologia legata allo spettro autistico. Sapete cosa sia? Posso dirvi cosa NON È: la conseguenza di un vaccino, ma un disturbo del neurosviluppo.

Invece la sindrome di Asperger è considerata un disturbo pervasivo dello sviluppo, imparentato con l’autismo, che tuttavia non presenta compromissione dell’intelligenza, della comprensione e dell’autonomia, a differenza delle altre patologie classificate in questo gruppo; per questa ragione è comunemente considerata un disturbo dello spettro autistico “ad alto funzionamento” (cit. Wikipedia).

E poi non sono una neuropsichiatra e non continuo sulle spiegazioni mediche per farvi la recensione… la mia era solo una precisazione.

Protagonista del libro di Teresa Antonacci non è la storia narrata ma la sindrome di Asperger, nella sua genialità, nella sua maniacale ricerca dei dettagli, nella sua difficoltà di creare legami sociali e interagire, nell’incapacità di uscire fuori dagli schemi imposti dal soggetto stereotipati e ripetitivi e negli interessi a volte strani e incomprensibili.

Gli autistici, a differenza delle persone affette da patologie psicotiche, sono consapevoli della loro patologia, la comprendono e non riescono a capire perché il mondo attorno a loro non li comprenda, perché li veda strambi, diversi, inadeguati, cosa che non sono. Sono meravigliosamente imperfetti, come lo sono le persone che riteniamo “normali”. Ma cos’è la normalità? Solo perché sappiamo relazionarci o comprendere il doppio senso di una battuta significa che siamo normali?

In Una storia imperfetta troviamo due donne, Chiara e Giulia, entrambe Asperger ma che hanno avuto un approccio diverso alla patologia.

Chiara ha saputo sin da piccola di averla, un’eredità paterna, e grazie alla diagnosi e alla terapia (che non è solo quella farmacologica) è riuscita a fare i conti con questa sua “diversità”, a gestirla a uscire fuori dal suo guscio, e a usare le sue capacità per realizzarsi e vivere. Accanto a lei, il padre, la nonna, la terapista e una serie di persone che come lei hanno capito e accettato questa sua peculiarità e l’hanno sempre sostenuta per andare avanti. E nella storia ci dimostra tutta la sua intelligenza, perspicacia e genialità.

Invece per Giulia le cose sono andate in maniera opposta. La famiglia non ha mai pensato di farla visitare da un medico, l’ha sempre reputata strana nei comportamenti, negli interessi e nella sua incapacità di avere delle amicizie. È come sempre accade anche vittima di bullismo a scuola nonché di violenze domestiche e non per mano del patrigno e del suo degno compare.

Due facce della stessa medaglia che vivono separate senza mai potersi incrociare, che si staccano e si voltano per guardarsi negli occhi. Sono i personaggi che attraverso le loro azioni ci raccontano la loro imperfezione. L’essere colpiti dalle cose che normalmente non avremmo mai guardato come un quaderno rosso, bruciato e rovinato buttato per strada in modo che nessuno possa trovarlo, o come contare quanti passi ci vogliono, dentro il carcere per esempio, per andare da una meta ad un’altra. Chi si sofferma su queste cose? Solo un Asperger riesce a farlo.

La storia di Chiara e Giulia è legata da un destino deviato e oscurato, ma che deve per volontà di forze maggiori essere svelato e riportato sulla via della verità e dell’amore e della rinascita.

Teresa ci racconta questa storia in maniera fiabesca, come a volerci dimostrare che bene e male esistono nella vita e non si può fare niente per evitare di affrontarli, però possiamo decidere da che parte stare, chi vogliamo essere, se accettati per come siamo o per come gli altri ci vogliono.

L’autrice riesce a far parlare i personaggi adeguandosi alle loro personalità e al loro vissuto. Chiara più sofisticata, più rigorosa, più impostata e rigida dalla sua volontà di non far trapelare la sua insicurezza e umanità, che poi esplode nei confronti di Giulia e nel senso di protezione che nasce nei suoi confronti, senza apparente motivo se non… se non la loro sindrome e capacità di riconoscersi. Giulia ingenua, ma non stupida, ignara delle sue enormi capacità, che accetta le ingiustizie subite perché incapace di difendersi e di chiedere aiuto in quanto si sente colpevole di essere sbagliata. Due donne che cadano nel baratro, ma che sanno rialzarsi con l’amore derivante dal loro legame e dalle persone che le circondano.

In Sintesi…

Una storia forte e di denuncia contro l’ignoranza delle persone che sanno giudicare solo la normalità a cui sono abituate. Ma cos’è la normalità in un mondo perfettamente imperfetto?

Una storia delicata in cui sono sentimenti come l’accettazione, la comprensione, la fiducia e l’amore a trionfare.

Un libro che vi consiglio di leggere, per aprirvi la mente e il cuore e comprendere che le persone vanno amate e rispettate, che i bambini vanno protetti ad ogni costo, che le donne vanno rispettate e che i disabili sono persone e non oggetti e hanno bisogno di più amore e protezione di quanto si possa immaginare.

I Sussurri delle Muse per Una storia imperfetta di Teresa Antonacci sono… 5

 

Sussurri delle Muse

 

You may also like...

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.