Love Hate Love. Un aquila grande non è un aquilone di Jimmy Morrone

La prima cosa che posso dirvi di questo libro è di non farvi spaventare delle 592 pagine per non leggerlo.

Sia la mole del libro che l’argomento trattato potrebbero farvi storcere il naso, ma vi consiglio di andare oltre e affrontare la lettura.

Per il resto… leggete la mia recensione.

 

Autore: Jimmy Morrone
Editore: Bibliotheka Edizioni
Pagine: 592
Formato: E-book formato Kindle → 6,99 €
Cartaceo copertina flessibile → 15,30 €

Disponibilità: Amazon.

 

 

 

 

 

 

 

Uno spaccato surreale e tragicomico, grottesco e disincantato, della provincia italiana e dei suoi improbabili, quanto reali, protagonisti.

Le vicende si svolgono nell’immaginario borgo toscano di Monte Guelfi: Nicolas Mantovani sta per ottenere un posto da redattore e tornare insieme a Giulia; Marcello Francioni, detto MarChe, è convinto di rappresentare una buona fetta della sinistra locale e conta di vincere un concorso comunale grazie al sostegno di un calciatore; Diego Battaglia lotta con la propria superficialità, tentando di tenere in vita i pochi capelli in testa e il miraggio di trasferirsi a Barcellona.

I protagonisti ben presto si perdono in un vortice di sentimenti sballati e amicizie di comodo, amarezza e finta gioia in un mondo fatto di lacerante attesa e di apparenze che ingannano, impelagati in differenti modi di intendere l’amore.

Un romanzo di formazione corale, appassionante, una fotografia agghiacciante e ironicamente malinconica del nostro (Bel?) Paese.

 

 

Come già anticipato nelle prime frasi dell’articolo, vi ho chiesto di farvi coraggio e provare a leggere il libro “Love hate love” se stimola il vostro interesse.
Per qualche motivo in particolare?
Certo. Uno in particolare è di farvi riflettere su un quesito:
Nel 2018 il Bel Paese – come lo definisce l’autore – è ancora ancorato ai suoi stereotipi, luoghi comuni e chiusure mentali come nel Medio Evo?

Jimmy Morrone ci presenta un immaginario borgo toscano, ovvero Monte Guelfi, ed i suoi abitanti.
Il libro ha come protagonisti Nicolas Mantovani e tutta una serie di individui che ruotano attorno a lui e alle sue vicende, che lo accompagnano nel suo percorso narrativo.

I personaggi sono una raffigurazione dello spaccato delle piccola provincia italiana: tutti convinti che grazie alla loro conoscenze famose, convinzioni standard e approcci politici o quantomeno importanti nella cittadina, possano avanzare nella scala sociale e diventare il “qualcuno” del momento.

In Love hate love non ci sono sentimenti veri, non c’è rispetto senza tornaconto, non ci sono ricompense da meriti, non c’è verità. Tutti si ingannano a vicenda e soprattutto loro stessi per auto convincersi che vada tutto bene.

Purtroppo è triste e desolante pensare che questa realtà non sia stata cancellata ai giorni nostri. Ma c’è da chiedersi: è frutto dell’immaginazione dell’autore o è proprio così? Dobbiamo spaventarci per un ritorno, anzi la coesistenza di questa assurda mentalità retrograda con l’avanzamento scientifico, oppure è tutto un bluff per dare un’immagine “brutta” del Bel Paese?

Jimmy Morrone ci narra la storia di Nicolas partendo dalle conseguenze di un avvenimento che per il protagonista sembrerebbe importante, per poi usare una digressione temporale che ci porta nel passato per raccontarci i fatti antecedenti che hanno iniziato la storia stessa.

All’interno di questa, troviamo una serie di tante altre mini digressioni usate per introdurre i personaggi e intrecciare i vari avvenimenti raccontati.

Il tutto contornato da lunghissime ed eccessive a mio avviso minuziose descrizioni dei luoghi e dei fatti narrati, che se all’inizio sono piacevoli e indicano la preparazione e bravura dell’autore, a lungo andare diventano eccessive, distraggono il lettore (che molte volte si sente scoraggiato nell’andare avanti nella lettura), appesantiscono la lettura e sembrano superflue, in quanto al termine di queste descrizioni è l’autore stesso che in un dialogo tra i personaggi espone lo stesso concetto senza perdersi.

Purtroppo quest’ultimo aspetto mi ha fatto pensare che proprio l’autore volesse distrarre il lettore da qualcosa e credo che non faccia apprezzare il libro come ci si aspetta.

I SUSSURRI DELLE MUSE PER Love Hate Love SONO…. 3

 

 

You may also like...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.