La padrona delle emozioni di Vittoria Marchi

Carissimi lettori, a che punto sono le vostre letture estive? Io sono stata un pò pigra… ho letto poco, ma guardato tanti film e serie tv e di tutti potrete leggere le mie recensioni. Oggi vi parlo del libr fantasy di Vittoria. Buona lettura!

Web Hosting Web Hosting

Flora ha solo sette anni, quando scopre di essere una bambina fuori dal comune. Lei è infatti una Portatrice, vale a dire una persona in grado di esercitare un Dono, una particolare capacità che accompagna chi viene scelto per tutta la vita. Sono i Doni a scegliere i Portatori in cui manifestarsi, e a scegliere Flora è stato il Dono dell’Empatia. Lei è in grado di percepire le emozioni degli altri, come se le provasse in prima persona. È una Padrona delle Emozioni.

La vita, per non parlare dell’adolescenza, per un’Empatica però non è affatto facile, soprattutto perché Flora vive con i suoi zii, entrambi Ignari, cioè senza Doni. E le regole dei Portatori vietano di rivelare l’esistenza dei Doni agli Ignari.

Fortunatamente però, Flora può condividere il suo segreto con Leo, un ex Portatore, entrato nella sua vita sotto forma di gatto domestico, per starle vicino e aiutarla a gestire il suo Dono; con Fluido, il suo migliore amico, un Portatore molto potente con cui si caccia spesso nei guai; e con Raja, una Portatrice enigmatica, custode di segreti passati e futuri.

Sui Portatori incombe infatti una grande minaccia, i nemici del passato stanno tornando, e la Padrona delle Emozioni è la chiave per sconfiggerli.”

A chi non piacerebbe avere il dono di manipolare gli elementi come Aria – Terra – Fuoco – Acqua oppure essere in grado di diventare invisibile o riuscire ad impossessarsi del corpo e della mente di una persona e farle fare tutto quello che si desidera?

Beh, credo che non sarebbe difficile trovare qualcuno che dica di No e che si diverteta a usare tali abilità , ma per una persona che possiede questi doni, con cui fare i conti quotidianamente, la vita non è proprio una passeggiata.

Nel suo libro La padrona delle emozioni, Vittoria Marchi ci narra la storia di Flora, un’Empatica, costretta da forze maggiori a vivere con gli Ignari – nella terra con chi non possiede nessun dono – lontana dal Rifugio, dove invece vivono tutti i Portatori di Doni suoi simili, impossibilitata così dal conoscere, studiare, imparare a gestire la sua abilità insieme i suoi amici.

Flora non può parlare con gli zii del suo Dono e quindi appare una ragazza problematica e asociale, quasi a livello di problemi psicologici.

Accanto a lei solo il gatto – guida Leo che dovrebbe insegnarle tutto quello che i suoi amici imparano al Rifugio.

Un libro fantasy con una bella storia, sicuramente adatta ad un pubblico adolescente per farlo avvicinare al genere fantasy.

Scritto in prima persona, è Flora che ci racconta, quasi come fosse un diario, la differenza tra Ignari e Portari, la suddivisione in classi sociali che vige al Rifugio in base all’importanza del proprio, della manifestazione dei Doni e presenta i vari personaggi che incontriamo nella storia.

È sempre Flora che parla e a volte diventa ripetitiva e si sofferma su dettaglia che non hanno bisogno di approfondimenti. Il suo continuo lamentarsi del suo dono e dell’incapacità di gestirlo, appesantisce la narrazione rendendola in più punti noiosa.

Ma il gatto – guida Leo a che le serve? Anni insieme e non è riuscito ad insegnarle niente? Nè come gestire il suo Dono nè come aver un buon rapporto con gli zii e gli altri Ignari.

Flora appare una ragazzina tipica del tempo: un’adolescente inconstante e volubile, e incapace di prendersi la responsabilità delle proprie azioni.

Manca un approfondimento del rapporto tra lei e Leo; nel finale invece l’intreccio è mal gestito e incoerente con le rivelazioni dei personaggi e con il resto della storia; epilogo affrettato e scontato.

You may also like...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.