La lunga strada di Sara di Marta Arvati

Buon inizio di settimana carissimi lettori. Oggi la giornata inizia con una recensione e grazie alla disponibilità della responsabile Collana Floreale ho potuto leggere per voi La lunga strada di Sara di Marta ArvatiPer sapere cosa ne penso continuate a leggere l’articolo.

  • Titolo: La lunga strada di Sara
  • Autore: Marta Arvati
  • Editore: Collana Floreale per PubGold
  • Genere: Romance
  • Data di Pubblicazione: 29 Marzo 2018
  • Prezzo:
    • e- Book 2,99 €
    • Cartaceo 15,00 €
  • Disponibilità:

 

Tutto inizia da un poster. Quel poster appeso da anni in camera sua per Sara rappresenta un sogno, un bellissimo e lontano sogno, e trasferirsi a Roma è forse per lei il primo passo per poterlo sfiorare…

Sara conoscerà il suo idolo, Alessandro Sorani, un talentuoso cantautore ormai affermato nel panorama musicale italiano, ma incontrerà anche una nuova promessa della musica italiana, Enrico Annesi, con il quale inizierà una relazione.
Enrico è dolce, premuroso, spigliato, intelligente, è l’uomo che ogni donna vorrebbe al proprio fianco, e appare nella vita di Sara come una meravigliosa realtà, una persona in carne e ossa che le dimostra un amore sincero e profondo.

Alessandro invece per Sara è un sogno che improvvisamente assume sembianze umane, e lei in principio ne è intimorita, ma più approfondisce la sua conoscenza, più si sente attratta da lui, dall’uomo che è nella realtà e non da quello che si era costruita nella fantasia.

Sara è combattuta, tanto intensi e diversi sono i sentimenti che questi due individui suscitano in lei. Ma una scelta apparentemente non si impone, perché Alessandro è fidanzato e comunque il suo affetto per Sara si manifesta più che altro come un affetto fraterno…
Qual è dunque la cosa più difficile? Vedere i propri sogni spazzati via dalla realtà o vederli realizzati nel momento e nel modo sbagliati?

 

                                                                  L'inverno nei suoi occhi                                                            La lunga strada di Sara

 

Quando si parla di giovani, credo che si debba stare molto attenti per due motivi: si rischia di influenzarli troppo e molto spesso non ci ricordiamo che siamo stati giovani anche noi e che non siamo stati tanto diversi da loro ai nostri tempi, rispecchiando la nostra epoca per croce e delizia dei nostri genitori o di chi per loro studiava il nostro comportamento e ci trovava fuori dalle regole.

La lunga strada di Sara è un romanzo che narra la storia di Sara e dei suoi amici in un arco temporale di pochi anni, presentandoci un gruppo di ragazzi che iniziano a fare le prime esperienze di vita sentimentale e lavorativa, cercando di realizzare i propri sogni, che affrontano le prime grandi difficoltà della vita da soli sbagliano o indovinando, accettando le conseguenze delle loro azioni, crescendo.

 

L'inverno nei suoi occhi                                             La lunga strada di Sara

Scandita dall’alternarsi delle varie stagioni, l’autrice ci racconta la storia di Sara dal momento in cui decide di prendere la chitarra in mano e partire insieme ai suoi amici alla volta di Roma, dove tutti cercheranno di sfidare la sorte e portare a casa un premio: il loro sogno realizzato.

Come le stagioni che portano con sè una miriade di colori anche questo libro dovrebbe raccontarci le emozioni nelle tante sfumature che lo compongono, raccontarci l’evoluzione se non di tutti di i personaggi almeno della protagonista, la sua crescita e il suo percorso psicologico, cosa che non accade. Un narratore ci racconta appunto la storia di Sara, presentandocela, parlandoci delle sue emozioni, descrivendoci le sue azioni e tenendola lontana dal lettore. Ho avuto l’impressione di trovarmi ad assistere ad un film muto dove gli attori si muovono sullo schermo mimando le azioni mentre una voce esterna ci racconta cosa stanno facendo.

Pochi i dialoghi tra i personaggi e inconsistenti. I dialoghi servono a farci conoscere i personaggi attraverso il loro linguaggio, attraverso le parole che usano per esprimersi e per confrontarsi. Tra il leggere che Sara ed Enrico parlano e si chiariscono io preferisco leggere il dialogo in cui parlano, si spiegano, compiono azioni particolari come alzare la voce o sospirare o altro per raccontarmi il loro stato d’animo.

La mancanza di dialoghi e la sola narrazione ha reso la lettura del romanzo pesante. Molto spesso era un continuo ripetersi delle azioni dei personaggi. Sara che accompagnava sempre Monia alla radio, Monia che si prepara sempre per il concorso musicale o per la partecipazione a San Remo, oppure che tutti i ragazzi si riuniscono insieme per un pasto e prima o poi ci sarà un urlo a interrompere l’armonia del gruppo e a dare un cambio di scena alla storia.

Si parla di disturbi alimentari, di matrimoni riparatori, di gravidanza, di incidenti stradali e di disabilità o almeno sono temi che l’autrice introduce nella storia ed invece di svilupparli esprimendo attraverso il pensiero di uno dei personaggi il suo parere e il suo possibile approccio, li liquida immediatamente senza quasi dargli importanza.

Sara e i suoi amici ci vengono così presentati come dei ragazzi che hanno avuto la fortuna di partire in cerca di fortuna in una grande città, trovare subito una sistemazione e aspettare che il loro destino si compia. Sara incontra Enrico e inizia una storia con lui, ma il suo pensiero è sempre rivolto al suo idolo, di cui è innamorata e non si pone il problema di far soffrire il suo partner quando Alessandro inizia ad interessarsi a lei. E cosa non diversa farà con Alessandro o lui con lei. Basta una moina o un complimento per farle cambiare preferenza? E poi basta dire semplicemente Mi dispiace per dimenticare e perdonare tutto? Per quanto assurdo possa apparire non solo i ragazzi ma anche gli adulti di oggi sono così, quindi non mi sorprendo di leggere del loro comportamento in un libro, un autore ha il dovere di riportare nelle sue pagine anche questa triste realtà.

Sara però mi è apparsa come quella senza spina dorsale che nel momento in cui doveva mostrare il suo vero carattere per diversi imprevisti non calcolati della sua vita, invece di reagire e prendere una decisione da adulta ha semplicemente restare inerme, aspettato che il destino trovasse le soluzioni al suo posto. Solo alla fine della storia, la protagonista sembra essere maturata prendendo una decisione senza l’aiuto di nessuno… ma purtroppo sembra anche una forzatura per raggiungere il finale voluto.

In Sintesi…

Un romanzo ben scritto, curato nei dettagli  e nelle descrizioni precise e dettagliate che fanno perdere scorrevolezza alla lettura appesantendola. Eccessiva importanza alla scansione temporale della storia. Tematiche importanti solamente accennate. Triste ma reale rappresentazione del carattere dei giovani nella società contemporanea.

2 Sussurri delle Muse

 

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