La doppia anima del bianco di Carlotta Florence Domenici De Luca

Ed oggi iniziamo la carrellata di notizie della settimana con la recensione, dedicata a La doppia anima del bianco di Carlotta Florence Domenici De Luca

Buona lettura a tutti carissimi lettori.

  • Titolo: La doppia anima del bianco
  • Autore: Carlotta Florence Domenici De Luca
  • Editore: La Ruota Edizioni
  • Genere: Romanzo Noir
  • Pagine: 80
  • Data di Pubblicazione: 4 Aprile 2018
  • Prezzo:
    • e – Book 5,00 €
    • Cartaceo 10,00 €
  • Disponibilità:

“La doppia anima del bianco” è il diario di una donna che racconta la sua vita attraverso il marito, i figli che sono la sua passione, la carriera di fotografa, mamma e… assassina.

Riflessioni personali, dubbi, aneddoti singolari di una “tranquilla” vita da artista-killer con risvolti inaspettati e storie, destinate a incrociarsi, ambientate a Roma, New York e Valencia.

Un racconto soffuso di sottile ironia, fatto di torte preparate in casa, omicidi, lezioni di ballo e occultamento di cadaveri. Prefazione di Lillo.

CARLOTTA FLORENCE DOMENICI DE LUCA nasce a Roma nel ’77. Inizia a muovere i primi passi nel mondo attraverso lo studio delle lingue, l’amore per il canto, per lo sport e per il mare.
Diplomata nella classe 1996, decide di non continuare gli studi e inizia una carriera come fotografa nel mondo degli sport estremi. Parallelamente lavora in campo pubblicitario cercando di trovare la sua strada anche come Copywriter. La grande passione per la fotografia la porta lontano e dal ’98 a oggi le fa raccontare diverse vite, da quelle di atleti fuori dal comune a quelle di attori comici che rallegrano la sua carriera dando un soffio leggero a un lavoro indubbiamente complicato. Diventa nel 2005 la fotografa di molti noti artisti del mondo dello spettacolo come Lillo & Greg che segue da molti anni in tutti i loro progetti più ambiziosi.
La Doppia Anima del Bianco è il suo primo romanzo, ma nel cassetto c’è già pronto un sequel e altro ancora…

La doppia anima del bianco è un racconto molto breve e tale sarà la mia recensione, anche perchè se mi dilungassi rischierei di fare spoiler e non mi sembra giusto nei confronti dell’autrice, se rivelo tutto io poi voi che cosa leggete?

Sinceramente dalla trama mi aspettavo molto di più da questo diaro/ racconto di una mamma come tante che ha una doppia vita di giorno una donna normalissima che fa le faccende di casa, la spesa, si prende cura dei figli e del marito e che una volta a settimana si traveste da serial killer. Perchè? Perchè trattandosi di un diario mi aspettavo di leggere i pensieri più reconditi di questa mente criminale, le sue confessioni più nascoste e irrazionali ed invece ho letto solo di alcuni aneddoti, che vengono spesso ripetuti sulla ricerca della sfumatura di bianco perfetta e del passaggio dal nero al bianco delle sue vittime.

Della protagonista apprendiamo solo che la sua “mania della pulizia e dell’ordine” è confluita nella sua “mania di ricerca della sfumatura del bianco”, ma non si capisce cosa l’abbia scatenata o cosa significa esattamente e questa caratteristica è quella che la spinge nella ricerca e scelta delle sue vittime. Manca un resonconto dettagliato sul suo modus operandi dall’inizio alla fine, solo accenni e in diversi parti del racconto e a volte dove non hanno motivo di essere inseriti. Perchè li cerco? Perchè sono dettagli che in un racconto del genere non può mancare, soprattutto se vogliamo entrare nella mentre del killer.

Troppa enfasi data alle possibilità economiche della coppia o alla perfezione della loro famiglia.

Un racconto breve, un diaro che narra i pensieri di una mamma perfetta che si sveste di questi panni per dare sfogo alla sua anima da serial killer. Una storia che non ci fa conoscere la mente criminale o suo escursus psicologico, per comprendere questo personaggio. I fatti che vengono descritti non sono nè avvincenti nè adrenalici, e la quantità di informazioni a cui si dà risalto, sminuisce il racconto stesso rendendolo noioso. Un finale che invece di esaltare la protagonista, la rende banale, come se il suo essere un’assina sia un passatempo, un modo per ammazzare la noia causata dalla sua condizione sociale di una donna che ha tutto e che non sa nemmeno prendere la sua ultima decisione.

 

 

 

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