Jules

Jules: una donna forte e determinata, un chirurgo, ma anche moglie devota e madre amorevole. Un passato difficile l’ha fatta crescere in fretta, dandole e togliendole tanto, fino ad oggi quando la sua vita appare “perfetta”.

Jules con in mano l’ombrello per ripararsi dalla pioggia cercava di aprire la porta di casa per ripararsi dalle intemperie. – E dai, entra! – sbuffo contro la chiave che si rifiutava di entrare nella toppa. Strano però, aveva sempre funzionato senza problemi.
– Cosa ti prende? – come se la chiave potesse risponderle. Spazientita e infreddolita dal vento che sferzava contro il suo corpo bagnato si arrese e suonò il campanello, sperando che in casa ci fosse qualcuno. Pochi istanti dopo la porta si aprì e la massiccia figura del padre si materializzò davanti ai suoi occhi, la squadrò con un’espressione disgustata e sputò ai suoi piedi prima di chiederle. – Cosa vuoi ancora da me?
– Papà… per favore fammi entrare… – chiese debolmente lei impaurita da quel gesto. Il genitore non era mai stato affettuoso o gentile con lei, anzi non perdeva occasione per denigrarla, offenderla, umiliarla e malmenarla e trovava sempre una scusa per sfogare la sua rabbia su di lei.
– Non osare mai più rivolgerti a me con quel nome, non sono tuo padre, non lo sono mai stato e non lo sarò più.


– Hai compiuto 16 anni e se sei abbastanza grande per prendere la patente sei anche in grado di prenderti cura di te stessa. Vattene e non tornare mai più!
– Cosa? – chiese con un filo di voce, tremava ma non per il freddo o per i vestiti bagnati.
– Hai capito benissimo. Non sei mia figlia e non ho più nessuna responsabilità nei tuoi confronti. Vattene non voglio più saperne niente di te. – le diede uno schiaffo così forte che la fece barcollare e poi cadere a terra. L’ombrello volò lontano nel vialetto d’accesso e le chiavi che ancora stringeva dalle mani si conficcarono nel palmo lacerando la pelle nell’urto contro il terreno. – Non osare mai più farti vedere o ti faccio arrestare. Per me e per tua madre sei morta! – la porta si richiuse con un tonfo mentre lei lo fissava piangendo.

 

 

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