Blog Tour: Intervista all’autrice. Giovani Inversi di Romina Lombardi

Carissimi lettori in collaborazione con NPS Edizioni il blog oggi ospita l’intervista a Romina Lombardi, autrice del libro Giovani Inversi una raccolta di poesie che parla di bullismo. Ma per saperne di più chiediamo direttamente all’autrice.

Buongiorno Romina e benvenuta sul blog I Sussurri delle Muse, iniziamo subito con l’intervista, i lettori e io in primis siamo curiosi di conoscerti. Pronta con le domande? Sì? Bene!!! Si parte!

Parlaci un po’ di te, chi sei? Cosa fai? Dove vai?Come ti sei approcciata alla scrittura?
Buongiorno a Voi e grazie per avermi ospitato, innanzitutto.
Chi sono e dove vado? Belle domande. Ultimamente dico a tutti che sto vivendo la mia quinta vita che, in teoria, dovrebbe durare un bel po’, spero. Anche perché, dopo me ne rimangono solo due.  
Scherzi a parte sono nata a Lucca, ma a 19 anni sono andata via. Per studiare giornalismo, la versione ufficiale. Col senno di poi credo sia stata una fuga: da una città troppo chiusa mentalmente e da alcuni episodi di bullismo che mi hanno profondamente segnato. Sono andata alla ricerca di me stessa, che, come tutti, non ho trovato subito. Ho vissuto 10 anni a Roma, mi sono laureata e ho lavorato come giornalista in realtà importanti come l’Agenzia Ansa e come ufficio stampa del Grande Fratello e Ballando con le stelle. Ma soprattutto ho imparato a “cavarmela”, anche perché, aprire una partita iva a 23 anni in una città dove inizialmente non conosci nessuno non è mai semplice.
Dopodiché, nel 2009, mi sono trasferita a Vicenza per Amore, ma anche perché, nonostante i numerosi amici di cuore, Roma non la sentivo la mia città. Troppo cemento. Ho lasciato così anche una bella possibilità di carriera. Ho scelto la libertà, come sempre. Nella città del Palladio all’inizio ho trovato molte difficoltà. Le domande quotidiane delle persone che incontravo erano: quando ti sposi? quando fai un figlio? Il lavoro come va?. Nessuno che mi parlasse mai di cinema, teatro, danza, sogni, libri. Alcuni Veneti sono un po’ così…ma mi hanno insegnato tanto.
Per ricominciare ad avere un buon giro di lavoro ho impiegato due anni. Nel frattempo ho fatto di tutto, anche la cameriera ai piani e un corso di America Bartender. Vicenza la considero la mia città, lì mi sono creata la vita che volevo e ho fatto le esperienze più forti a livello emotivo: ho lavorato al Progetto Jonathan, una casa accoglienza per detenuti in pene alternative, sono diventata responsabile comunicazione di importanti progetti, ho costruito la mia prima casa e ho organizzato tantissime cose, mettendo in rete amici di tutte le parti d’Italia. Poi la mia storia d’amore è finita molto male e, devastata, mi sono rimboccata le maniche, ho chiuso la porta su quella che sentivo essere la mia casa e me ne sono affittata una insieme ad un’amica. Due anni speciali, fatti di viaggi, incontri e tanto dolore. Poi ho perso due lavori contemporaneamente, uno per taglio fondi pubblici, l’altro invece perché ho mandato tutti a quel paese.
Sai com’è, quando scopri non solo di essere sfruttata ma anche che la tua collega ti ha soffiato un budget mentendoti senza che i capi facessero nulla, il Vaffanculo ci sta eccome. Sono fatta così. A questo punto però mi sono trovata un po’ smarrita, tutto il mondo costruito a Vicenza non esisteva più, nemmeno alcuni amici. Così sono tornata a Lucca. Non è stato facile. Niente lavoro e solito clima di chiusura di ven’’anni prima. Ma ora ho capito che dovevo tornare per un motivo: trovare un gruppo di persone, in primis il mio amico fraterno, e dare vita al mio miglior progetto: L’Ordinario, un Magazine, ma anche un progetto culturale. Nel frattempo, ristrutturo casa di nonno, un giorno sarà un bellissimo B&B, e Cupido mi ha regalato un fantastico uomo del Sud con cui condivido sogni e progetti ogni giorno. Ecco chi sono e dove sto andando. Con un GRAZIE ENORME alla mia famiglia.
Per quanto riguarda la scrittura… Ho cominciato a scrivere subito! A 7 anni mi dilettavo a comporre poesie in rima ironiche per far ridere parenti e amici. Devo averle ancora da qualche parte! In terza media scrissi un tema che diventò una lettera al Sindaco e finii su tutti i giornali. Mi chiesero di partecipare a tanti concorsi. All’ennesima premiazione decisi che quel mondo non mi rappresentava e smisi di partecipare. Continuai a scrivere poesie per me, poi sono passata ai romanzi. Ne ho 6 che aspettano di essere finiti. Nel frattempo sono diventata giornalista e ufficio stampa…penso di aver scritto più cose che capelli in capo.

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Come mai la scelta del genere poetico? È stato un richiamo?
Non l’ho scelta io, è lei che ha scelto me. Come dicevo prima, ho cominciato a 7 anni e non ho mai smesso anche se dopo i 27 ho scritto poche poesie. Camminavo, ascoltavo musica e pam! In testa mi frullavano dei versi e quando li mettevo giù sulla carta arrivavano gli altri. Le migliori ispirazioni per scrivere le ho da sempre in vasca da bagno o mentre guido.  Però ho scritto appunti ovunque, sull’autobus a Roma, mentre ero spiaccicata contro la gente, fino ai muretti lungo le strade di campagna in piena notte.
Come nasce il libro “Giovani inversi”?
Nasce da una domanda/constatazione: perché non mi sono mai presa la briga di raccogliere tutte le mie poesie e farne un libro nonostante io le curi e li riveda da sempre e scritto, nel corso degli anni, più introduzioni? Perché quelle poesie sono il frutto di un momento ben preciso della mia esistenza e sono un grido di rabbia, ma anche e soprattutto di forza. Di una giovane donna che cerca di sopravvivere ai primi grandi dolori e delusioni che la vita le riserva e lotta con tutte le sue forze.
Quando ho capito che dovevo darle la veste giusta, chiamarle con il loro nome, allora e solo allora, è nato “Giovani Inversi”. Infatti, in un solo mese, grazie allo sforzo di Alice, l’illustratrice e dell’editore, Alessio Del Debbio, è nato il libro, copertina compresa.

Perché la scelta del sottotitolo “Poesie in tempi di bullismo e altre prepotenze”?
Per il motivo che spiegavo sopra, perché sono la mia Resistenza alle prepotenze, ai bulli che ogni giorno tentavano di massacrarmi mentalmente e di mettermi le mani addosso. Ho resistito fisicamente, ma era importante soprattutto resistere psicologicamente. Non era facile. Di sicuro scrivere poesie in quel momento, mi ha aiutato. Lo dico apertamente: ci sono voluti dieci anni perché certe cose non facessero più male, e di sicuro ci si salva da soli. Nessuno può farlo al posto nostro. Ma avere uno sfogo, un modo per esprimere quello che si ha dentro, aiuta a decomprimerci. Esprimere la rabbia, anche secondo molti psicologi, in alcuni casi è positivo. Poi va tenuta a bada ovviamente…
Pensi che la poesia possa aiutare i giovani (e non soltanto loro) a trovare loro stessi?
Grazie per la domanda, perché ci tengo a sottolineare che questo libro è per giovani, ma anche e soprattutto per adulti. Genitori di figli in età “pericolosa” o adulti che, comunque, hanno sofferto e si ritrovano in queste poesie. E ti rispondo con una contro -domanda: la musica, il teatro, la danza, l’arte, che cosa sono? Non sono forse l’espressione più vera di noi stessi? Non ci aiutano a tirare fuori le nostre emozioni? La poesia è la stessa identica cosa. Sono parole, alla fine, che esprimono pensieri. Metterle in forma poetica è un’aggiunta di creatività. Il Rap, ma i testi delle canzoni in generale, non sono forse poesia in musica?
Cosa ne pensi della copertina di “Giovani inversi”? Ti ritrovi in questa protagonista che guarda il mondo a testa in giù?
Mi è piaciuta molto questa idea di Alice Walczer Baldinazzo – a cui ho voluto di proposito dare carta bianca perché reinterpretasse con la sua visione le mie parole – per due motivi fondamentali. La prima: guardare il mondo a testa in giù vuol dire simbolicamente avere un’altra prospettiva. E avere un’altra prospettiva è ciò che ci salva. Ormai in questo mondo e soprattutto in questo paese, parlo ahimè da giornalista, ci stanno mostrando quello che vogliono “loro”. Io so che il mondo è molto diverso di così e ci sono tante persone che lo sanno. Guarda caso, sono tutte quelle che lo guardano da un’altra prospettiva, con altre fonti e con la testa libera di pensare e di farsi un’opinione propria.
La seconda è che nel disegno, se ci fate caso, il libro è l’unica cosa che rimane in versione “diritta”. Si può leggere come il fatto che la cultura, qualsiasi prospettiva si usi, rimane il nostro punto fermo. Senza cultura siamo solo degli ignoranti pronti a farci manovrare.

 Quali sono i tuoi gusti letterari? Cosa ti piace leggere?
Leggo un po’ di tutto, ma mi piacciono particolarmente le poesie, i romanzi di formazione e quelli storici. Le mie amiche del cuore mi prendono in giro perché d’estate leggo riviste tipo Love Story, ormai sono lo zimbello del gruppo e ogni anno, se andiamo al mare insieme, ne nasce la solita gag. Ho deciso di andare fiera di questo mio “vizietto”, dicendo loro che una persona curiosa legge di tutto. In realtà, sotto sotto, sono una romanticona.
Hai un poeta a cui sei affezionata?
Sì, Giacomo Leopardi. Dolorosamente viscerale, come solo la vita sa essere a volte. Mi dispiace che venga interpretato spesso solo come il poeta del pessimismo. Leopardi era una persona “diversa” anche lui, probabilmente preso in giro per i suoi problemi fisici. Ma questo non gli impediva di sognare o di amare, come accade a molti di noi.
Vorrei che passasse questo messaggio: La Poesia è la scrittura del dolore mentre si insegue un sogno, un amore, una speranza. Tutto ciò ha dentro tanta energia positiva e una forza dirompente. Il famoso concetto della primavera della vita del Leopardi, altro non è che la Speranza.
 Progetti e idee per promuovere “Giovani inversi”?
Tanti, tantissimi. Non so se lo sapete, ma questo piccolo librino porta già con sé tante progettualità. Per esempio il fatto che sia libro che dà il via alla collana speciale ‘STRAORDINARI’ a collaborazione congiunta tra “Nati per scrivere” e “L’Ordinario”, due realtà che stanno portando in giro progetti non solo Culturali, ma che mettono al centro le persone e le loro storie di vita.
Detto ciò, abbiamo in programma molte presentazioni. Dopo Lucca ci attendono Sestri Levante, Vicenza e Brescia. Parteciperemo poi a tutte le Fiere del Libro italiane. In più stiamo promuovendo un progetto nelle scuole, vogliamo andare a raccontare la mia esperienza con il bullismo per donare ai ragazzi alcuni concetti utili, e spiegare anche che la poesia è un modo di espressione ultra-moderno.
Grazie per essere stata con noi.
No, grazie di cuore a Voi, invece, per averci ospitato.
Vi saluto con la prima strofa de “L’Amico”, perché io continuo a pensare che possiamo creare un mondo fatto da persone amiche e non nemiche.

Uniamo le forze, Noi GIOVANI INVERSI che sappiamo guardare la vita da un’altra prospettiva.
“Quando mi guardi negli occhi
vai oltre ciò che vedi.
Io sono lì che ti aspetto
Dismettiamo i soliti vestiti..

Sostenete il nostro progetto! 

Vi è piaciuta l’intervista? A me tanto. E sappiate che ho il libro di Romina segnato tra le prossime letture e oltre ad una classica recensione farà parte della nuova rubrica del Blog #IlSofàdelleMuse che entro fine mese dovrebbe iniziare ad essere visibile e chissà… magari convincerò Romina ad una nuova intervista. Ricordo la collaborazione del Blog con NPS Edizioni e con L’Ordinario. 

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